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Testimonianze · 2 min di lettura

La storia di Marco: "Le cure palliative mi hanno restituito la vita"

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Matteo

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Marco ha 62 anni, vive a Brescia con sua moglie Elena e i due figli. Nel 2023 gli è stato diagnosticato un tumore al pancreas in stadio avanzato. La prognosi era chiara: pochi mesi di vita. Il dolore era insopportabile, le notti insonni, la sensazione di essere un peso per la famiglia schiacciante.

"Volevo solo che finisse"

“C'è stato un momento in cui ho detto a Elena: non ce la faccio più. Voglio che finisca”, racconta Marco con voce ferma. “Non era un desiderio di morte. Era un grido di aiuto. Volevo che finisse il dolore, non la mia vita. Ma nessuno sembrava in grado di aiutarmi.”

La svolta è arrivata quando il medico di famiglia lo ha indirizzato al servizio di cure palliative dell'ASST Spedali Civili. In pochi giorni, un'équipe specializzata ha preso in carico Marco: gestione del dolore, supporto psicologico, assistenza domiciliare.

“In tre giorni il dolore era sotto controllo. Per la prima volta dopo mesi ho dormito tutta la notte. Ho guardato Elena e ho pensato: posso ancora vivere. Non quanto vorrei, ma posso vivere bene.”

Oggi Marco sa che il suo tempo è limitato. Ma non chiede più di morire. Passa le giornate con la famiglia, legge, guarda il giardino dalla finestra. “Le cure palliative non mi hanno guarito”, dice, “ma mi hanno restituito la dignità. E la possibilità di salutare le persone che amo senza soffrire.”

La storia di Marco non è un'eccezione. Secondo uno studio pubblicato sul British Medical Journal, il 72% dei pazienti che richiedono il suicidio assistito ritira la richiesta dopo aver ricevuto un adeguato supporto palliativo. La domanda di morte, nella stragrande maggioranza dei casi, è una domanda di cura.

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